Toscano Extravecchio

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Quest’oggi vorrei recensire un sigaro che probabilmente è quello meglio riuscito nella famiglia dei Toscani, ovvero, il Toscano Extravecchio.

Ancora prima di aprire la scatola possiamo capire, dal colore e dal design, che non andremo a fumare un sigaro come gli altri ma qualcosa di importante e di un’ottima manifattura

Molti dicono che è un sigaro che “va molto a fortuna” ovvero, può essere che in alcune confezioni si trovino degli esemplari più cicciotti e scuri o, al contrario alcuni magri e non piacevoli alla vista (che comunque posso rivelarsi un’ottimo sigaro); ed è proprio questo il bello dei toscani, il non sapere mai cosa si troverà e che gusti e odori si proveranno.

Ma passiamo all’analisi della fumata dell’ Extravecchio

 Dall’odore sentiamo delle note molto decise terrose quasi con un senso quasi di piccante.

Andandolo ad accendere vediamo che come con tutti i Toscani, l’accensione non è assolutamente difficoltosa, bastano una o due boccate al massimo per “avviare” la fumata.

 Alle prime boccate il sigaro sembra molto secco e quasi con un sapore riluttante a farsi scoprire, ma, continuando il sigaro si concede e ci da prova di un ottimo gusto molto amore certo ma che comunque si fa apprezzare. Durante la prima parte di fumata (intendo il primo  quarto) la combustione è quasi perfetta se non fosse che le foglie di tabacco tendono a bruciarsi in maniera uniforma e quindi lasciano delle “corna” non bruciate al sigaro; tralasciando il disguido l’Extravecchio lascia spazio ad una cenere abbastanza compatta di colore grigio scuro, il fumo, molto denso invece è di un bel bianco (forse con qualche punta di giallo ocra).

Da metà sentiamo il vero potenziale di questo sigaro, un gusto pungente e deciso sulla lingua e sul palato, con un aroma invece quasi delicato, un carattere parecchio contrastante insomma; cè da dire a dover di cronaca che da metà sigaro in poi la tendenza ad avere una combustione non uniforme finisce e lascia spazio ad una molto migliore.

Verso la fine il sentore di amaro si fa sentire prepotentemente e la fumata deve subire un forte rallentamento, altrimenti oltre alla probabilità di scottarsi cè anche la probabilità di non riuscire a finire il sigaro perchè, appunto, molto forte di carattere.

Nel complesso un ottimo sigaro (il mio preferito dopo l’Antica Riserva), da gustare specialmente a stomaco pieno.

De Medici (il sigaro)

Dopo la recensione del sigaro Soldati, oggi proverò a parlarvi di quest’altro sigaro, sempre italiano, che ho provato nei giorni passati.

Questa casa produttrice fornisce quattro tipi diversi di sigaro:

-Classico

-Arancia

-Rum

-Caffè

Io per il momento ho provato solamente la prima tipologia.

Sigaro De Medici Classico

Come prima cosa cè da notare che la confezione contiene cinque ammezzati.

Tutti e cinque li ho trovati di un buon colorito, belli “pieni” (sarà la fortuna della “prima volta?”) e di lunghezza uguale; ci tengo a precisare ciò perchè con un’altra marca in particolare mi è capitato ti trovare ammezzati di lunghezze differenti, cosa non molto simpatica diciamo. Ma passiamo alla descrizione della fumata.

Prima ancora di accenderlo mi ha colpito il suo odore, a mio avviso molto gradevole e con vari sentori come, il fieno, la terra, il legno. Insomma un’ottima partenza, fino a che non ho avvicinato l’accendino al piede (del sigaro ovviamente); l’accensione è risultata difficoltosa, tanto che ho dovuto riaccenderlo per ben tre volte durante le prime due boccate.

Prime due boccate che sono state ottime (se non fosse per il continuo spegnimento), un gusto secco simile a quello della paglia mi ha cosparso la bocca, davvero molto buono.

Andando avanti con la fumata ho notato che a dispetto dell’inizio la combustione è stata davvero ottimale lasciando anche spazio ad una bellissima cenere compatta di colore grigio chiaro.

Finalmente arrivati alla parte centrale del sigaro inizia la festa, sapore leggermente dolciastro all’inizio ma che lascia ancora il sapore e il sentore di “stalla” per poi evolversi in un gusto più amarognolo e legnoso che comunque risulta sempre molto gradevole alle papille.

Quando ho pensato di trovare questo sapore fino alla fine il sigaro mi ha nuovamente smentito; il sapore legnoso rimane ma invece di attenuarsi si fa sempre più forte mentre ci si avvicina alla fine.

Con questo ultimo sprazzo di energia il sigaro ci lascia per morire di sua spontanea volontà nel posacenere

In complesso un ottimo sigaro ad un ottimo prezzo, devo ammettere che non l’ho mai degnato di uno sguardo sugli scaffali, ma si sa, la vita è fatta di errori,  a questo ho rimediato.

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Guns N’ Roses (the first love never die)

Take me down to the paradise city where the glass are green and the girls are pretty

Così qualcuno cantava nella prima canzone rock che io abbia mai ascoltato in vita mia.

“Guns N’ Roses, ma chi cavolo sono?”. Questo ho pensato la prima volta che li ho ascoltati, un gruppo che era del tutto al di fuori del genere musicale che ascoltavo fino al quel momento (si lo so ho solo 23 anni, ma la musica non è un fatto di età ma di sensazioni).

Paradise city, una canzone che per me è diventata un simbolo; ero ancora piccolo e non capivo bene di che parlasse ma di certo sentivo quel suono della chitarra a volte pulito e a volte distorto, quella voce così roca ma comunque dolce in certi momenti, la batteria suonata da un cazzuto Adler che sicuramente era fatto dalla mattina alla sera e un basso che aveva un sound quasi punk.

Con questa canzone è nata la mia passione Continua a leggere

Toscano Soldati

Piccola nota storica

Questo toscano prende il nome dal noto scrittore, giornalista e regista della nostra storia del ‘900.

Viene confezionato in scatole di colore rosso da 5 pezzi su cui è ritratto appunto il personaggio che da il nome al sigaro, ovvero Mario Soldati.

Il sigaro, dal mio punto di vista

Questo sigaro si presenta con un colorito molto più chiaro rispetto agli altri, infatti come tonalità siamo sul marroncino chiaro che distanzia parecchio rispetto ad un antica riserva o ad un originale.

La stagionatura è una stagionatura media ovvero 6 mesi.

Tutte le volte che ho avuto a che fare con questo articolo si è rivelato sempre molto morbido al tatto e poco panciuto (intendo che ha un circonferenza molto ristretta). Nell’accensione non ho mai riscontrato alcuna difficoltà, anche se devo dire che alle volte capita di trovare alcuni esemplari più umidi di altri e quindi bisogna “arrostirli” un pò prima di accenderli. Dopo la prima boccata la fumata non ha mai presentato problemi per quanto mi riguarda, all’inizio si sentono dei sentori un pò secchi ma andando avanti si passa quasi a un non so chè di dolce, sia chiaro, non parlo di zucchero ma comunque è un sigaro molto più “tranquillo” rispetto ad altri.

Unica nota dolente:

spesso mi è successo di comprare delle scatole in cui ci fossero dei soldati  che durante il tiraggio si presentavano troppo aperti, questo rendeva molto difficoltosa la fumata.

Tralasciando questo devo dire che a mio parere è un ottimo sigaro (che sto fumando in questo momento), leggero ma comunque con un suo carattere, adatto ad una fumata a stomaco pieno oppure ( a mio avviso) anche a stomaco vuoto.

Il quinto giorno (recensione di un neofita)

[Questo libro (opera di frank shatzing) è il primo  libro di un certo spessore che io abbia letto.]

Il mare, un ambiente che spesso in superficie è calmo, a volte potrebbe sembrare quasi una tela dipinta con varie tonalità di blu, ma non in questo caso.

A partire dalla morte di un pescatore per mano (se così si può dire) di un branco di pesci, per poi passare al comportamento singolare e innaturale delle balene, sino ad arrivare alla distruzione di una piattaforma petrolifera nell’oceano da parte di piccoli vermi. Frank Shatzing racconta cosa potrebbe succedere se tutte le creature che popolano le profondità marine, anche le più piccole, si ribellassero e dichiarassero guella all’umanità intera.

Hello world!

Ho voluto lasciare il titolo preimpostato perchè penso raffiguri esattamente quello che ora sto facendo, ovvero sto salutando tutte le persone che spero verranno a leggere e commentare il mio blog.

Non mi ritengo uno scrittore eccelso ne un recensore , sono solo un ragazzo di 23 anni (ok lo ammetto , quasi 24) a cui piacciono i sigari, la musica, i libri e lo sport.

Ed è proprio di questo che parlerò quì nel mio piccolo spazio, un racconto della mia vita, nei suoi “lati” più importanti (a mio parere), si lo so benissimo che ormai lo fanno tutti e che molti ormai lo riterranno noioso, ma alla fine se si riflette un attimo…

i sigari molti dicono che siano sfarzo

la musica è divertimento

lo sport è movimento

i libri…beh i libri sono tutte queste cose messe assieme, visto che con loro, non ci sono limiti ne barriere..