Pink Floyd (The dark side of the music)

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Premessa

Ammetto che mi trovo in difficoltà nel fare una recensione su questo gruppo, non è per nulla semplice quando bisogna parlare di persone che hanno fatto una rivoluzione nella storia della musica e hanno gettato le basi per la nascita di un nuovo stile.

Writing the wall

Pink Floyd, un nome già di per se che ci fa capire a cosa potremmo andare incontro se ascoltassimo uno qualsiasi dei loro capolavori:

Suoni particolari

Voce fuori dal comune

Principalmente sono queste le cose che hanno distinto da tutti gli altri gruppi i Pink Floyd e fatti diventare un vero e proprio mito del rock psichedelico.

Shine on you crazy diamond

Il gruppo si è formato nei primi anni settanta, o meglio, il gruppo nasce nel lontano 1965 quando ancora il nome ufficiale era “The Tea Set” ( Syd Barret, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright e Bob Klose); già all’epoca riescono a riscuotere un buon successo sino a che non scoprono che il nome da loro utilizzato era già stato scelto da un’altra band.

Fu Barret il primo a proporre il nome “The Pink Floyd Sound”, che venne corretto successivamente nel nome che tutti noi conosciamo Pink Floyd.

Nel 1967 la band aveva raggiunto un notevole successo e iniziava già negli show i suoi primi esperimenti con i laser e la proiezione di diapositive per coinvolgere il pubblico. Purtroppo però con il successo e lo stress del tour arrivano anche i primi problemi con la droga per Barret, e, nel 1968 arriva un certo David Gilmour (solo scrivere il nome mi provoca i brividi) ad aiutare il gruppo.

Tuttavia Syd continua a mantenere un comportamento insostenibile nei concerti, assente, distaccato e senza logica, quindi viene allontanato.

Over the wall

La band inizia così ad essere condotta da tre figure importantissime nella storia della musica ovvero, Gilmour, Waters e Wright.

Nel 1968 esce A Saucerful of Secrets, un album che racchiude tutta la voglia di sperimentazione e stravaganza di questo gruppo, all’interno di esso infatti la “fanno da padrone” oscillatori, rumori elettronici e perfino urli primitivi di Waters; forse un pò troppo sperimentale sia per la critica che per i fans che lo giudicano come un album “un pò troppo folkloristico”. Una nota importante è che in questo disco viene criticato il mercato discografico da parte di Water con la sua Cymbaline.

Negli anni successivi il gruppo inizia a scostarsi dall’ambiente psichedelico per passare a quello progressivo e lo fa in maniera perfetta con l’album Atom Heart Mother (con la copertina che diverrà una tra le più famose al mondo); ma ancora più perfetto è il disco Meddle che esce nel 1971 definito da Manson come “il primo vero album dei Pink Floyd”.

Il Prisma

24 marzo 1973, esce The Dark Side Of The Moon, 45 milioni di copie vendute, terzo album più venduto di tutti i tempi. Un album dove tutti e quattro i componenti partecipano nella stessa misura, un album dove il gruppo dimostra alla perfezione il suo valore con concetti profondi e riflessioni sulla condizione umana. [Non è facile per me parlare delle varie canzoni e sceglierne una dominante perchè ogniuna è un singolo capolavoro, questo disco in particolare è uno di quei dischi che va preso e ascoltato tutto dall’inizio alla fine senza interruzioni] Questo inaspettato successo però porta i Floyd a una difficile scelta, ovvero, “cosa proporre dopo questo incredibile disco?”.

All’inizio pensano di produrre un album totalmente diverso da quello precedente utilizzando oggetti comuni come bicchieri o elastici, ma viene subito accantona l’idea.

Wish you where here

Nasce così nel 1975 “wish you where here” che tratta principalmente il tema della mancanza di umanita nella scena discografica, ma anche per l’assenza di Barret.

Qui nascono altri due capolavori come Wish You Where Here e Shine On You Crazy Diamond che viene suddiviso in due parti, la prima all’apertura dell’album e la seconda alla chiusura, oltre alla bellezza della canzone in se cè anche la bellezza del tributo al membro iniziale della band Syd.

Iniziano le prime liti tra Waters e Gilmoure che coincidono con l’uscita di Animals nel 1977, quì possiamo dire che l’album è stato creato scritto e approvato solamente dal primo dei due; nonostante ciò però, la critica sostiene che il disco sia cupo e troppo triste.

Nel 19788 i Pink Floyd sono costretti ad andare in “esilio” dalla loro Gran Bretagna per problemi legali, questo fa si che ognuno dei componenti si possa dedicare alle “cose personali”, ma fa anche si che al loro ritorno uno splendido Water abbia due lavori in mente, uno dei quali è The Wall.

Is There Anybody In There?

1979, un’ altra data fondamentale per il gruppo, esce The Wall, probabilmente il loro disco più conosciuto, e, all’interno di esso ancora più conosciuta la grandissima Another Brick In The Wall.

L’opera tratta della solitudine e dell’assenza di comunicazione a causa di un muro posto tra le persone, tale muro viene però “abbattuto” a fine album. C è da specificare che Questi concetti sono presentati attraverso la storia di una rockstar di nome Pink, (probabilmente possiamo identificarlo in Waters) egli costruisce il muro che lo separa dalle altre persone e che lo porta alla follia, dal quale si libera solo dopo una sorta di processo mentale (The Trial) che lo condanna, e che conduce alla distruzione del muro.

Goodbye Waters

Nel 1985, cinque anni dopo l’espulsione di Wright e due anni dopo l’uscita di “The Final Cut”, Roger decide di abbandonare i Pink Floyd dicendo che ormai lui riteneva quel gruppo uno spreco di energie. Ma il gruppo non si fermò, continuo con alla guida un Gilmoure voglioso di produrre pezzi con solamente proprie influeze musicali, infatti nel 1987 esce A Momentary Lapse Of Reason, un album che porta in tutto e per tutto la firma di Gilmoure.

Nel 1994, più precisamente il 30 marzo esce The Division Bell, un disco che porta la firma anche di Wright ritornato in formazione. Anche in questo album il tema dominante è l’incomunicabilità tra gli individui, problema con cui i tre componenti avevano avuto a che fare, tra cause legali e divorzi.

Is There Anybody Out There?

Nel 2000 viene pubblicato l’ultimo disco dal vivo del gruppo, registrato durante il tour di The Wall tra il 1980 e il 1981 a Londra e intitolato Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981.

Ci sarebbe ancora qualcosa da dire sul gruppo e sui vari concerti che hanno fatto dal 2000 ad oggi, come ci sarebbe da ricordare la morte di Barret, la morte di Wright, la reunion del 2010 con Gilmoure e Waters che suonano di nuovo fianco a fianco.

Ma io non sono quì a parlare della fine di questo meraviglioso gruppo (ammesso che una fine veramente ci sia), sono quì per raccontare una storia, una never ending story più precisamente come direbbe qualcuno.

E ricordare che tutti quanti noi abbiamo un “The Wall” che ci circonda, la vera difficoltà come ci ricorderà sempre Waters, è avere la forza di abbatterlo.

 

1 Comment

  1. La cosa bella dei Pink Floyd è che tutte le tracce sono più o meno collegate.
    Quando metti un loro CD devi ascoltarlo dall’inizio alla fine, perchè sono così teatrali e così bravi che saltare da un brano all’altro è veramente un peccato, oltre a non capire il senso dell’album in sè.

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